Normativa e linee guida del Piemonte e di altre Regioni italiane
REGIONE PIEMONTE
Normativa
- Protocollo di intesa di cooperazione istituzionale per la sicurezza stradale sul territorio regionale tra Regione Piemonte e le otto Province del Piemonte e i Comuni capoluogo di Provincia (2007)
Linee guida per la sicurezza stradale
Con le presenti linee guida la Regione Piemonte si propone di fornire un contributo per migliorare le politiche degli enti locali in materia di sicurezza stradale. Le linee guida sono suddivise in tre volumi riguardanti rispettivamente la pianificazione di scala regionale, comunale e provinciale.
Il primo volume è dedicato alla strategia comune che la Regione deve cercare di promuovere nel sistema degli enti locali, avendo a riferimento le politiche europee e nazionali. La tesi che qui si sostiene è che le Regioni possono svolgere un ruolo decisivo per la politica della sicurezza stradale. Esse dovrebbero costituire un tavolo permanente di confronto, di valutazione e di cooperazione di tutte le istituzioni operanti a livello locale, per conferire la necessaria coesione al complesso delle azioni che il sistema degli enti locali deve mettere in campo. Questo tavolo permanente di confronto non può che essere un Piano Regionale della Sicurezza Stradale, il quale si configura come un piano settoriale del piano regionale dei trasporti, con uno specifico programma di attuazione, specifici strumenti di monitoraggio, valutazione e partecipazione.
Il secondo volume è dedicato alla pianificazione per la messa in sicurezza della rete stradale urbana. Circa il 70% degli incidenti stradali avviene su queste strade. Questo dato conferma la pericolosità dello spazio pubblico per i cittadini. Trasformare le strade urbane in uno spazio più sicuro riveste un rilievo decisivo per migliorare la qualità della vita nelle città. Ciò richiede la capacità di intraprendere una politica complessa che deve saper agire su tutti i fattori da cui dipende la sicurezza stradale: l'infrastruttura, l'uomo, il traffico, il veicolo. Le prime due componenti rivestono un'importanza fondamentale: bisogna rendere lo spazio stradale più sicuro, ma bisogna, soprattutto, che i conducenti dei veicoli a motore adottino comportamenti di guida sicuri. Gli enti locali, in particolare i Comuni, possono svolgere una funzione decisiva per il successo di questa politica, mettendo in atto efficaci piani della sicurezza stradale urbana.
Il terzo volume è dedicato alla pianificazione della sicurezza stradale alla scala provinciale. La pianificazione provinciale ha lo scopo primario della messa in sicurezza della rete stradale principale esterna al tessuto compatto della città densa. Questa rete, mettendo in relazione i vari centri abitati, costituisce la struttura portante dell'accessibilità dei sistemi territoriali locali in cui si articola lo spazio regionale. Sulla rete extraurbana italiana (ad eccezione delle autostrade) avviene circa il 30% del totale degli incidenti stradali, i quali provocano circa il 60% delle vittime. L'analisi di questa rete ne mette in luce la complessità, poiché, nella realtà del territorio, la distinzione tra urbano ed extraurbano non è una soglia netta, ma un continuum, nel quale gradatamente il tessuto insediativo della città si disgrega dando luogo alle "frange periurbane". Al tema delle strade periurbane, che innervano queste frange, si dedica ampio spazio, perché è proprio in questo tipo di strade che si addensano i problemi più complessi per la sicurezza e l'efficienza della rete stradale di scala provinciale e regionale.
Linee guida zone 30
Il tema della strategia delle zone 30 è di particolare rilevanza per la sicurezza stradale, poiché riguarda la messa in sicurezza dell’ambiente urbano, nel quale come è noto si verificano la maggior parte degli incidenti stradali.
Proprio per fronteggiare questo problema, molti Comuni stanno adottando politiche di moderazione del traffico, anche sull’esempio proveniente da altre città europee che, ormai da qualche decennio, hanno imboccato con successo questa strada. L’iniziativa dei Comuni è importante e va incoraggiata; tuttavia, si avverte il bisogno di una più sistematica trattazione della materia, anche per uscire da una situazione diffusa di carenza e di incertezza a livello tecnico e di confusione a livello del quadro normativo nazionale.
È evidente che, su una materia quale la pianificazione del traffico urbano, la competenza attuativa è dei Comuni, ma è altrettanto evidente come i Comuni non possano essere lasciati da soli ad affrontare una problematica che ha un’oggettiva complessità. La Regione Piemonte si sente chiamata a fornire il proprio contributo per diffondere una strategia comune e disseminare le migliori pratiche, non solo sostenendo la realizzazione di zone 30 sul territorio regionale attraverso il cofinanziamento dei progetti più meritevoli, ma anche mettendo a disposizione di tecnici e progettisti le seguenti linee guida, che trattano in modo semplice e operativo i principali aspetti della strategia delle zone 30, dall’individuazione delle zone alla progettazione delle singole misure di moderazione del traffico.
- Linea guida 1. La strategia delle zone 30 (2007)
- Linea guida 2. La pianificazione della mobilità urbana e il piano di zona 30
- Linea guida 3. La classificazione delle strade
- Linea guida 4. La definizione degli ambiti residenziali
- Linea guida 5. Lineamenti metodologici per i piani di zona 30
- Linea guida 6. Lo schema del piano di zona 30
- Linea guida 7. Lo strumento del Regolamento viario
- Linea guida 8. I criteri guida per la progettazione delle zone 30
- Linea guida 9. La rete dei percorsi pedonali
- Linea guida 10. La rete dei percorsi ciclabili
- Linea guida 11. La rete del trasporto pubblico
- Linea guida 12. Le porte degli ambiti residenziali
- Linea guida 13. Le intersezioni rialzate
- Linea guida 14. Gli attraversamenti pedonali rialzati
- Linea guida 15. I dossi e le bande trasversali
- Linea guida 16. I cuscini
- Linea guida 17. Le strettoie
- Linea guida 18. Le chicane
- Linea guida 19. Le rotatorie
- Linea guida 20. Le minirotatorie
- Linea guida 21. La chiusura di tratti stradali
Linee guida piste ciclabili
REGIONE LOMBARDIA
Linee guida piste ciclabili
Linee guida strade